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Infarto, prima causa di morte per le donne

Una donna su due è a rischio infarto dopo i 50 anni, o quanto meno a rischio di malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità per questa fascia di età (nel 55% dei casi contro il 43% degli uomini secondo una stima dell'Osservatorio Nazionale salute della donna). Non solo, dopo i 60 anni il 32% dei casi di infarto riguarda una donna e la percentuale cresce con l'aumentare dell'età. Ma le signore non sono consce di questo rischio: 7 su 10, infatti, pensano che l'attacco cardiaco sia un problema solo maschile. Per questo dopo un attacco cardiaco il 38% delle donne muore entro un anno (contro il 25% degli uomini) e un secondo evento colpisce il 35% delle femmine (e solo il 18% dei maschi).

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Un sito contro le bufale in medicina

E' on line, dopo un anno di lavoro, il sito https://dottoremaeveroche.it/, il portale creato dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) per limitare il diffondersi delle bufale (o fake news) sanitarie sul web.

"Otto pazienti su 10, secondo le statistiche, consultano internet per cercare informazioni sulla salute - spiega Alessandro Conte, coordinatore del gruppo di lavoro della Fnomceo per il nuovo progetto web -. E d'altro canto, la stessa percentuale di pazienti si rivolge poi al proprio medico per chiarimenti sulle notizie intercettate in internet. Il titolo del nuovo portale rispecchia la tipica domanda che i pazienti rivolgono al dottore di famiglia in questi casi. L'obiettivo è quello di una maggiore "alfabetizzazione" sanitaria, visto che un italiano su 2 non è in grado di consultare il web in modo efficace, non distinguendo le fonti attendibili da quelle che non lo sono".