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Lo smartphone e i rischi per la lettura

L'era digitale sta cambiando non solo le nostre abitudini ma anche il nostro cervello. Un esempio è il tipo di lettura a cui ci stiamo abituando tramite smartphone e altri strumenti digitali. Il nostro approccio all'apprendimento mediato, infatti, da schermi, sta compromettendo la capacità di "lettura profonda". La ricercatrice Maryanne Wolf ha scritto sul Guardian che staremmo perdendo giorno dopo giorno la capacità di approfondire e creare empatia con ciò che apprendiamo. "La mia ricerca - sostiene - spiega come il cervello, attualmente, consente tramite la lettura lo sviluppo di alcuni dei nostri più importanti processi intellettuali e affettivi: conoscenza interiorizzata, ragionamento analogico e inferenza; presa di prospettiva ed empatia; analisi critica e generazione di intuizioni"; tutte cose che la lettura digitale silenziosamente ci sta portando via. E altri studi, soprattutto nelle scuole, dimostrano che la lettura di testi "fisici" sia sempre diversa e meno superficiale rispetto a quella su e-book reader.

immagine Un sito contro le bufale in medicina

Un sito contro le bufale in medicina

E' on line, dopo un anno di lavoro, il sito https://dottoremaeveroche.it/, il portale creato dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) per limitare il diffondersi delle bufale (o fake news) sanitarie sul web.

"Otto pazienti su 10, secondo le statistiche, consultano internet per cercare informazioni sulla salute - spiega Alessandro Conte, coordinatore del gruppo di lavoro della Fnomceo per il nuovo progetto web -. E d'altro canto, la stessa percentuale di pazienti si rivolge poi al proprio medico per chiarimenti sulle notizie intercettate in internet. Il titolo del nuovo portale rispecchia la tipica domanda che i pazienti rivolgono al dottore di famiglia in questi casi. L'obiettivo è quello di una maggiore "alfabetizzazione" sanitaria, visto che un italiano su 2 non è in grado di consultare il web in modo efficace, non distinguendo le fonti attendibili da quelle che non lo sono".